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Le appassionate pagine del più interessante “quaderno di campagna” che mi sia capitato di leggere.
Profondo, definitivo, romantico, potente!
Ispira, e al tempo stesso, come un chiavistello da settimo sigillo, apre ad una serie infinita di domande, affidando l’urgenza di una risposta a chi ha la fortuna di scorrerne le righe.
La bellezza di creare un ecosistema proprio, dove l’Io e la natura viaggiano su ellittiche che si intersecano, senza autodeterminarsene detentori eliocentrici.
Leggerlo è stato un privilegio, ho trovato conferma di tante mie elucubrazioni su un ambientalismo ipocrita, parto del più sfrenato capitalismo di questa società liquida. Ci ho trovato anche la bellezza di un credo ecologico che è il mio “credo ecologico”, l’idea che si possa tornare alla terra anche è soprattutto per abbandonare l’universo distopico delle metropoli.
Il vino è una scusa, la vigna un tassello del puzzle; il tutto è la risultante di scelte coraggiose e passionali.

Un capolavoro!
“Come vignaioli alla fine dell’estate” – Corrado Dottori