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Il casatiello, il più “nobile” preparato della tavola pasquale di ogni famiglia napoletana che si rispetti, è un lievitato farcito. La farcitura è ciò che distingue le varie scuole di pensiero. Nella stragrande maggioranza dei casi prevede salumi e formaggi.

Il casatiello ha origini antiche e come spesso accade per le tradizioni napoletane – non solo quelle della tavola – ha una forte valenza simbolica. Già a partire dal ‘600 il casatiello era regolarmente presente sulle tavole dei napoletani. Una importante fonte letteraria ne riporta l’esistenza. “Lo cunto de li cunti” del letterato Giambattista Basile – noto per le sue fiabe – racconta nella sesta fiaba della prima giornata, La gatta Cenerentola,  di un banchetto organizzato dal re per ritrovare la proprietaria della scarpetta. Ebbene, i passi che descrivono questo banchetto, fanno riferimento appunto al casatiello: “…da dove vennero tante pastiere, e casatielle, dove li sottestate e le porpette, dove li maccarune e graviuole? …”

Quanto alla simbologia, molti intravedono un forte legame con la cristianità e le sue tradizioni legate alla Pasqua. La forma del casatiello potrebbe in qualche modo ricordare la corona di spine del Cristo. Le uova con le fettucce di impasto incrociate, starebbero a simboleggiare la passione del Cristo e la crocefissione.

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