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Il Piennolo, ovvero uno tra i prodotti più tipici e storici dell’agricoltura regionale campana. Una varietà che trova nell’habitat vesuviano il suo ideale territoriale. Beneficia del terreno piroclastico e delle tante ore di luce solare.

Si coltiva con un metodo tradizionale. Tale metodo prevede l’istallazione e l’utilizzo di paletti di sostegno e fil di ferro. Tale impianto garantisce di isolare i pomodori dal suolo e al contempo favorisce un irraggiamento uniforme.

Il nome “Piennolo” deriva dalla tecnica di conservazione, anch’essa dalla lunga tradizione. I Piennoli, appunto, sono dei pendoli che vengono formati dal cesello e intreccio delle bacche con l’utilizzo di fili di canapa. Questo sistema, garantisce di preservare il grappolo fino alla primavera successiva alla raccolta (purchè conservato in luoghi asciutti e ventilati).

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio viene apprezzato sul mercato sia allo stato fresco, che nella tipica forma conservata “al Piennolo”, oppure anche come conserva in vetro, secondo un’antica ricetta familiare dell’area, denominata “Pacchetella”. L’area tipica di produzione e conservazione del Pomodorino del Piennolo coincide con il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

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