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Il tema delle nostre bevute è spesso il significato di “qualità”. Ho imparato, che il senso lato non individua un obiettivo, piuttosto una condizione per avviare qualsiasi discorso enologico. Mario Mazzitelli crea le condizioni per un determinismo specifico, in cui sentimenti ed esigenze, unitamente al terroir qualificano (appunto) la produzione. Diventa indispensabile connettere la volontà di preservare il passato, le tradizioni e l’anima, per così dire, ancestrale, a quella di progredire verso il futuro. Non esiste progresso senza punti fermi da cui partire. Recuperare e preservare la vitivinicoltura dell’areale (vigneti e vitigni in via d’estinzione) aiutando giovani vignaioli a prendersene cura (con il progetto U.V.A.), generando enoiche alchimie, e coniugando il sentimento ancestrale ad un apomorfo progredire. Da qui il motto aziendale, “Giovani nella mente, dal cuore antico”. Giffoni Valle Piana è nell’entroterra salernitano, proprio ai piedi dell’anfiteatro dei Monti Picentini, che la separa dai primi lembi irpini. Un territorio dominato da terreni argillosi e grassi, che trasferiscono potenza e muscolo ai vini. Fiano ed Aglianico sono le principali uve utilizzate, che vengono declinate con istanze diverse dai vicini territori, partendo dal contesto, ma soprattutto da uno strumento di vinificazione ed affinamento, oggi di moda, ma che Mario ha ripreso ad inizio anni 2000, quando in Campania ed in Italia le aziende che ne facevano uso erano davvero pochissime: l’anfora.
Il Quartara (fiano) diventa il suo vino laboratorio, con cui negli anni ha affinato la gestione delle anfore (sopraterra ed interrate), in particolar modo per ciò che attiene le fermentazioni e le macerazioni sulle bucce. Da qualche anno Mario ha trasferito tutta la sua produzione nelle anfore. Vengono così ripensati il Borgomastro (aglianico), prodotto solo nelle annate migliori, e i Costacielo (bianco, rosso e rosato).

AEDODELVINO