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Non lo nego, mi affascina la potenza del crepuscolo. Immagini, visioni di consuntiva ampiezza, come se il racconto, al suo crepuscolo, si destrutturasse per espandersi, dissolvendosi all’infinito.
E mi affascina anche l’attesa del crepuscolo, quell’attimo prima, quando tutto sembra fermo, pronto a tradursi in sensazioni caduche, autunnali. 
È un’immagine potente, connotata di colori tenui, scuri. Tonalità di blu, nuvole incombenti su sfumature verdi di un paesaggio di solitudine, mosso solo dal vento. 
Frenato, recalcitrante il rosso di Tenuta Valgiano – da Sangiovese, Merlot e Syrah -, eppure affascinante nel non concedersi alla prima mescita. 
Non più tardi di ventiquattro ore dopo il primo assaggio, ecco la sorpresa. Quel paesaggio immobile, monolitico, esplode destrutturandosi e liberando sensazioni crepuscolari, di immagini autunnali fatte di foglie caduche e sentori di sottobosco, radici di liquirizia e rovi di more, legno di pino arso e pepe q.b.
In bocca torna tutto preciso, millimetrico – nella sua austerità – definitivo. 

Tenuta di Valgiano – Palistorti 2018

Vincent Van Gogh – Campo di grano sotto un cielo nuvoloso (1890)